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Monterosso a Mare
Monterosso
è situato in una conca che si affaccia su una insenatura al
levante di punta Mesco. Due i nuclei abitativi che lo compongono:
Fegina e Monterosso. Monterosso in particolare ha mantenuto
le caratteristiche di borgo medievale. Ai bordi della spiaggia
venne costruita fra il Duecento e il Trecento la chiesa di
San Giovanni, il cui campanile era la torre di guardia
delle fortificazioni genovesi. Dal porticciolo si diparte
una strada pedonale a gradini porta la colle di San Cristoforo,
che divide Monterosso da Fegina. Qui si trova il convento
di San Francesco, affacciato sul mare, come una vedetta militare,
e fondato nel Millecento. Dopo la soppressione degli ordini
religiosi decisa da Napoleone, il convento divenne sede di
una guarnigione militare. I frati tornarono ma nel 1866 furono
di nuovo cacciati per una legge simile, ma emanata dallo stato
unitario. Il convento venne adibito a lazzaretto, e la chiesa
a deposito per pesce essicato. All'interno della chiesa è
possibile ammirare la Crocifissione attribuita ad Antonie
Van Dyck, oltre ad opere di Luca Cambiaso e Bernardo Strozzi.
Nel convento vi sono due stanze dove possono essere accolti
persone disposte a condividire una vita di preghiera. A Fegina
c'è la stazione oppure per cercare di raggiungere Vernazza
si può prendere il Sentiero azzurro che collega, alto
sulla costa, i centri delle Cinque Terre. Fra vigneti, in
parte abbandonati, si raggiunge Vernazza in circa 2 ore di
cammino.
Vernazza
Sulla piazzetta si trovano un paio di buoni ristoranti, il
Gambero Rosso e Gianni Franzi. A sinistra, in alto, la chiesa
di Santa Margherita d'Antiochia. In stile gotico ligure, venne
edificata sulla roccia che guarda il mare nel 1318. Imponente
il campanile di 40 metri, impostata sui 4 pilastri del presbiterio.
Nella parte alta del paese sono conservati ancora i resti
delle fortificazioni genovesi. Vernazza è la più bella
località delle Cinque Terre. Questo significa, in estate,
un assalto di migliaia di turisti, molti sbarcati dai traghetti
che fanno la spola con il golfo di Spezia, il Levante ligure
e addirittura la Versilia. Il periodo migliore della visita
è da Pasqua a giugno.
Corniglia
E' una frazione di Vernazza, questo borgo più agricolo che
marinaro, il più lontano dalla costa. Tanto che la stazione
è a valle, e sono necessari 15 minuti di salita per raggiungere
il paese. Corniglia è circondata da un conca dove i vigneti
la facevano da padrone. Ora si cerca in vari modi di dare
nuova vita e coltivazione. Purtroppo i ripidissimi terrazzamenti
impediscono di ricavare un buon reddito di fronte alla fatica.
Così i giovani scappano e lo scorso anno per salvare i vigneti
è partita un'operazione organizzata da Slow Food in cui si
chiedeva di adottare un vigneto. All'inizio di Corniglia una
scalinata porta a San Pietro. La facciata ha mantenuto l'ossatura
trecentesca, con un rosone in marmo bianco di Carrara opera
dei maestri campionesi (1351). Sotto la chiesa un edificio
con archi gotici in pietra nera, secondo la tradizione antica
stazione di posta dei Fieschi.
Manarola
Domina il borgo la parrocchiale di San Lorenzo (in realtà
dedicata alla Natività di Maria Vergine). Fu costruita nel
1338 in forme tardo-gotiche. Il portale ogivale della facciata
presenta un pregevole bassorilievo del Quattrocento con il
martirio di San Lorenzo. Il borgo non ha i caratteri nobili
di Corniglia nè l'ampio approdo di Vernazza. Una vota arrivati
al mare, il porticciolo è chiuso fra due speroni rocciosi,
avendo così limitate capacità di ospitare le poche barche
dei pescatori superstiti dopo il grande esodo verso La Spezia.
Rio Maggiore
E'
il borgo più popoloso delle Cinque Terre, il più ad est. Più
vicino a La Spezia, con la quale è collegato da una comoda
strada, ha goduto di questa contiguità. Gli abitanti hanno
continuato a risiedere nel paese, nonostante lavorassero nel
porto e nelle fabbriche del capoluogo. Singolari, quanto forse
leggendarie, le origini del paese. Venne fondato intorno all'Ottavo
secolo da un gruppo di profughi greci sfuggiti alla furia
iconoclastica dell' imperatore Leone III l'Isaurico. Le prime
vere informazioni storiche risalgono al passaggio dai Fieschi
a Genova (1276). Vicino alla parocchiale di San Giovanni Battista,
costruita nel 1340, c'è la casa dove ha soggiornato varie
volte Telemaco Signorini.
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