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Non ci fosse stata Sabaudia, "capitale" del Parco Nazionale
del Circeo, all'Italia del cinema non sarebbe andato lo storico Oscar con "La vita è bella". Perché Roberto Benigni
e lo sceneggiatore Vincenzo Cerami si sono incontrati
qui. E qui hanno posto le basi di una collaborazione che avrebbe
consentito all'Italia di aprire una finestra sul mondo in
modo che il mondo potesse guardarla e amminarne, per una volta,
i suoi artisti migliori. Ma il Circeo, uno dei Parchi più
antichi della nostra storia, ospita anche i luoghi inselvatichiti
dove mossero i loro passi la maga Circe (quella che trasformava
gli uomini in bestie) e anche Ulisse. Figure mitologiche.
Scriveva Omero a proposito del promontorio del Circeo: "Vidi
infatti, salendo su una cima rocciosa, l'isola che intorno
al mare infinito serena". Ed è proprio quest'idea
di infinità serenità (e di straordinaria eterogeneità
naturalistica) che ha richiamato qui, nel corso degli
anni, tutta una serie di personaggi del belmondo e della cultura
italiana: qui aveva la casa Alberto Moravia, qui veniva
a riposarsi Pier Paolo Pasolini. Qui hanno passato
la loro villeggiatura personalità del calibro di Ornella
Muti, Bernardo Bertolucci, Vittorio Cecchi Gori, Carlo
Verdone. De Chirico si è ispirato all'architettura razionalista delle piazza di Sabaudia in molti suoi quadri.
Nel
cuore più intimo del Parco si può respirare
la Storia. Quella che risale fino agli albori della civiltà
umana: nella grotta di Guattari fu ritrovato il cranio,
intatto, di un uomo di Neandhertal. Queste terre, bonificate
nell'antichità e poi ritornate ad essere una palude
acquitrinosa dove vivevano i carbonai fino agli anni 30, presentano
una varietà naturale unica in Italia: laghi costieri,
centri abitati come Sabaudia e San Felice Circeo, foreste
e isole come quella di Zannone, resti archeologici, grotte
omeriche, vegetazione mediterranea. Eccoci partiti per
il nostro itinerario.
Le bellezze del Parco->
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