LA TELA DEL POLLINO
Parco fantasma, parco infinito, parco di Penelope: queste le tante definizioni date al Pollino nel corso della sua tormentata vicenda. Questa abbondanza di appellativi deriva dal fatto che nessun altra area protetta in Italia è riuscita ad eguagliare il primato in dibattiti, studi, progetti, piani, raggiunto dal Pollino.
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Spesso con risultati controversi, come dimostrano le villette che nascono
abusivamentte ogni anno, spesso nel disinteresse dell'autorità.
Che cosa ha prodotto tutto questo? Che quello che doveva essere
un territorio-risorsa, traino economico per una regione depressa
come la Calabria, è diventato, negli anni, un territorio conteso, tra Calabria e Basilicata, tra chi ha cuore gli interessi ambientali (come Fulco Pratesi che si è battuto molto per l'istituzione di un parco che ha definito "l'angolo più suggestivo e vergine degli appennini")e interessi privati, speculativi, abusivi. Ne sono spesso rimasti stritolati - in questa guerra impari tra rispetto della natura e abusivismo - gli animali che hanno sempre vissuto qui, come i lupi o le aquile reali, ma anche la flora tra cui il simbolo del Parco, il pino loricato, a rischio estinzione anch'esso. Troppe strade e troppe case abusive. Perché quella del rispetto effettivo delle aree protette è un'emergenza nazionale. |
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