UN ENTE DI CARTA
Comprende gli ambienti più impervi e selvatici di tutta la Sardegna, zone in buona parte abitate solo da pastori, flora e fauna d'eccezione, paesaggi aspri, coste tra le più belle del Mediterraneo. Eppure, non solo non esiste ancora un ente gestore ma neppure sono in vigore le minime norme di salvaguardia. Insomma, questa volta sì, il parco esiste solo sulla carta. Istituito formalmente nel 1998, dopo una dura battaglia condotta dalle principali organizzazioni ambientaliste del nostro Paese, quello del Gennargentu è così l'unico Parco Nazionale italiano ancora privo di un organo di autogoverno. Il motivo? Le continue minacce, le intimidazioni, gli attentati compiuti dai gruppi criminali locali abituati a controllare il territorio e condotti contro le costituenti autorità del Parco e i leader ambientalisti. Perché, temendo di perdere il controllare della zona, questi gruppi hanno soffiato sui timori delle popolazioni locali, ed è passata, in questa parte della Sardegna, l'idea che il Parco costituisca un freno, un motivo di depressione per le risorse e le opportunità della zona. Niente di più falso, secondo i leader ambientalisti. Eppure, per ragioni forse di bottega, forse di orgoglio localistico o di criminalità, questo Parco - incontaminato - non è mai decollato.
Tensione sugli ettari da destinare al Parco, sindaci che si dimettono dopo le minacce di morte e gli omicidi di allevatori: la strada verso la riqualificazione ambientale è ancora lunga...
QUATTRO ZONE, QUATTRO PARCHI
Dal punto di vista naturale si possono distinguere quattro zone.
La prima è quella del Gennargentu vero e proprio, massiccio
di scisti paleozoici (tra le più antiche montagne d'Italia)
che ha nella Punta La Marmora (1.834 m) la sua vetta
più elevata, nonché di tutta l'isola. A nord-est c'è il Supramonte,
autentica wilderness di casa nostra, di natura calcarea e dai
desolati orizzonti di pietra scavati da canyon. Quindi c'è il
mare, su cui il parco affaccia con una costa che toglie il fiato.
Infine, a sud, un lembo del parco comprende un altro singolare
paesaggio, quello dell'Ogliastra, caratterizzato dai pinnacoli
rocciosi dei tacchi e dei tonneri. Tutt'intorno ci sono paesi
come Orgosolo dove ci sono i murales più belli d'Italia, Oliena,
Seui, Urzulei, che meritano di essere visitati per la loro bellezza
discreta e un po' rude, ma autentica, al di là delle ricostruzioni
che ne sono state fatte, legate soprattutto alla realtà dei
sequestri.
Un altro motivo di orgoglio, per le genti del Gennargentu, sono i prodotti tipici, culinari e non, noti in tutta Italia, che da qui partono, destinazione commerciale "il continente". Il vino Cannonau, il porcetto arrostito, il liquore al mirto, i formaggi pecorini e il pane carasau sono ormai conosciuti e apprezzati anche oltreconfine. A Dorgali si producono arazzi e tappeti secondo canoni antichi, mentre Oliena è nota per i magnifici scialli ricamati. La filigrana sarda, in oro e argento, ha tra i suoi principali centri di produzione ancora Dorgali.
Le meraviglie del Parco
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