Il Gennargentu
L'area montuosa del parco è caratterizzata da una serie di fenomeni
geomorfologici molto particolari, come la gola di Su Gorroppu,
il cratere di Su Suercone e la zona carsica di Su Sterru. In
questo territorio, coperto da foreste secolari di leccio, da
querceti e da macchia mediterranea, nascono e scorrono due importanti
fiumi quali il Cedrino e il Flumendosa. Numerose specie faunistiche
e flogistiche che sono il vanto dell'importante patrimonio naturalistico
sardo trovano il loro habitat su questi monti: tra i mammiferi,
si segnalano per esempio i mufloni, e il cervo sardo; tra gli
uccelli la pernice sarda, il grifone e l'avvoltoio monaco; per
quanto riguarda la flora, sono da ricordare almeno la rosa di
Serafini e la peonia maschio.
La più alta vetta della Sardegna: Punta
La Marmora
Il massiccio del Gennargentu, il cui nome significa "porta d'argento"
(genna in sardo vuol dire porta, dal latino janua), sale fino
a Punta La Marmora che, con i suoi 1834 m di quota, rappresenta
la vetta più elevata dell'isola. Il panorama è selvaggio: mentre
in cielo si possono osservare le evoluzioni dei rapaci, con
un po' di fortuna si intravedono, lontani e schivi, dei piccoli
gruppi di mufloni.
Il Golfo di Orosei
Il
profilo roccioso della costa del golfo di Orosei è interrotto
da numerosissime grotte, tra le quali la più famosa è sicuramente
quella del Bue Marino, che deve il nome al fatto che un tempo
fosse il rifugio della foca monaca, avvistata ancora oggi nelle
acque del golfo. Molte anche le spiagge e le calette da non
perdere, spesso raggiungibili solo a piedi o dal mare, come
Cala Sisinne, Cala Fuili e Cala Luna. Dal paese di Cala Gonone,
è possibile partire per escursioni in barca verso la Grotta
del Bue Marino e alcune delle spiagge più belle, oppure scegliere
uno dei percorsi di trekking che portano alle meravigliose cale.
<-
Indietro
|