MAPPA DEI MONTI SIBILLINI

Superficie: 70.000 ha
Istituzione: 1993
Province: Ascoli Piceno, Macerata, Perugia
Ente: Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Indirizzo:largo G.B.Gaola Antinori, 1 - 62039 Visso (MC)
Tel: 0737/972711
Fax: 0737/972707 - 972752
Email: informazioni@sibillini.net

ATTENTI AL LUPO
Uccide per uccidere, simbolo di paure ancestrali, nemico assoluto dell'uomo. E' il lupo. Agisce da solo o in piccoli branchi e ha scelto i Monti Sibillini come proprio habitat. Ogni tanto appare e ammazza le pecore negli ovili, lasciando una macabra scia di sangue, per la disperazione dei pastori: il lupo, protetto dalle rigide regole del Parco dei Sibillini, vive qui, tra Castelluccio, villaggio umbro arroccato e un tempo difesa naturale contro le invasioni dei vicini, e Norcia, patria dell'artigianato alimentare umbro, tra cui lo squisito tartufo nero, i salumi norcini, le leggendarie lenticchie tenere. Le genti di questi luoghi non lo amano, il lupo. Perché agisce senza preavviso e uccide le mandrie che per secoli hanno costituito il loro principale mezzo di sostentamento. Ma la sua presenza dimostra quanto sia cruda, incontaminata, la natura in queste zone.

Il Parco Nazionale dei Sibillini, istituito nel 1993, è costituito da un versante orientale della dorsale appenninica, caratterizzato da valli strette e e orientate a nord, e una parte occidentale segnate dalle tipiche depressioni dell'alta quota, denominate i Piani di Castelluccio, innevate d'inverno e in fiore in primavera (tanto che la vista si perde su colline d'altezza modesta, senza brusche interruzioni). Accanto ai tartufi, alle lenticchie, ai salumi pregiati, queste zone sono ricche di testimonianze archeologiche, che confermano la presenza dell'uomo già nel Paleolitico medio.

IL VERSANTE MAGICO
I Sibillini erano conosciuti nel medioevo come regno di demoni, negromanti e fate. Fra le numerose leggende, le più famose sono quelle della Sibilla, "l'illustre profetessa" che viveva in una grotta e quella di Pilato secondo la quale il suo corpo esanime fu trascinato da alcuni bufali nelle acque del "demoniaco" lago situato nella valle che attraversa longitudinalmente il massiccio del Vettore. Poco distante si trova la Gola dell'Infernaccio, in cui aleggiano ancora i ricordi di antichi riti negromantici.