 |
 |
| Quelli che vi consigliamo sono itinerari dell'Ente gestore del Parco che mette a disposizione delle guide, in varie fasi della stagione. Il periodo più adatto per visitare il Parco è da primavera ad autonno inoltrato. Abbiamo selezionato alcuni punti di partenza per le numerose escursioni sui Monti Sibillini.
|
IL VERSANTE MACERATESE
Porta
della Valnerina e crocevia dell'Italia centrale, il borgo medievale
di Visso dà accesso ad alcune delle valli più interessanti dei
Sibillini e offre monumenti di notevole interesse. Cuore della
cittadina è la Piazza dei Martiri, sulla quale si affacciano
la splendida collegiata romanica di Santa Maria e la chiesa
gotica di Sant'Agostino, che ospita oggi un bel Museo di Arte
Sacra. La strada che sale verso la montagna porta in pochi chilometri
a Castelsantangelo sul Nera, altro borgo di aspetto medievale
in vista delle sorgenti del Nera. Domina il paese il convento
di San Liberatore, decorato dagli affreschi quattrocenteschi
di Paolo da Visso. Poco lontana è Ussita, centro di aspetto
moderno dominato dalle pareti del Monte Bove e sorvegliato da
un'arcigna torre medievale. Tra le numerose frazioni, Casali
è quella che offre il miglior colpo d'occhio sulla montagna,
mentre Frontignano è la più importante stazione sciistica dei
Sibillini. Una sinuosa strada asfaltata porta, verso nord, all'altopiano
dov'è il Santuario di Macereto, imponente costruzione neoclassica
a mille metri di altezza, che ha inglobato un oratorio trecentesco
dalle pareti rivestite di ex voto. Un'aerea strada sterrata
sale ai 1811 metri della Forcella del Fargno, ottimo punto panoramico
sul Bove e base di escursioni verso il Pizzo Berro e la Priora.
All'estremità settentrionale del Parco sono i piccoli e tranquilli
centri di Fiastra (interessante la romanica chiesa di San Lorenzo),
Pievebovigliana, Monastero e San Ginesio, tra i quali si aprono
le selvagge gole del Fiastrone. Alle pendici del massiccio sono
anche Acquacanina, dove sorge l'abbazia di Santa Maria di Rio
Sacro, e Bolognola, stazione sciistica dominata dai ruderi del
castello dei Pepoli. Fuori del Parco è invece Sarnano, nel cui
centro antico spiccano la chiesa di Santa Maria Assunta e l'interessante
Pinacoteca Comunale.
IL VERSANTE UMBRO
Patria
di San Benedetto e di Santa Scolastica, Norcia è uno dei centri
d'arte e di storia più frequentati dell'Appennino. Ancora cinto
da mura medievali, il borgo ha al centro la piazza su cui si
affacciano la Castellina cinquecentesca (oggi Museo), il Palazzo
del Comune, e il Duomo di San Benedetto, che ingloba nella cripta
la casa natale del santo. Nel centro merita una visita anche
l'Edicola (o Tempietto), elegante chiesetta del 1354. Ben conservate
sono le mura medievali, intorno alla quali è un'ampia distesa
di pascoli e marcite, dominati dalle vette più occidentali dei
Sibillini. Verso sud è la chiesa rinascimentale della Madonna
della Neve, a nord la strada che porta all'alta Valnerina e
a Visso tocca i piccoli e tranquilli centri di Campi, Preci
e Saccovescio, e passa in vista della suggestiva Abbazia di
Sant'Eutizio. Ma la strada più interessante è quella che sale
a larghi tornanti verso la montagna e porta al borgo di Castelluccio,
arroccato sul suo colle a 1452 metri in vista della magnifica
distesa del Pian Grande, del Pian Piccolo e del Pian Perduto
e dei ripidi canaloni che incidono il versante occidentale della
Cima del Redentore e delle vette vicine.
IL VERSANTE ASCOLANO
Dominato
dalle pareti rocciose del Vettore, del Pizzo del Diavolo e delle
cime vicine, il versante dei Sibillini in provincia di Ascoli
Piceno è il più ripido e spettacolare del massiccio. A poca
distanza dalla Salaria e dal confine con il Lazio, accoglie
il visitatore Arquata del Tronto, borgo di aspetto medievale
sorvegliato dalla elegante rocca del secolo XIII. Dalla vicina
Pretare iniziano la strada per Forca di Presta e i Piani di
Castelluccio, e quella che aggira il Vettore, scavalca il Passo
del Galluccio e scende a Montegallo, dove merita una visita
la parrocchiale San Bernardino. La tappa successiva è Montemonaco,
che offre al visitatore uno spettacolare panorama sul massiccio,
varie chiese interessanti e i resti della rocca. La spettacolare
strada che segue il fondovalle dell'Aso porta a Foce, in vista
dell'aguzzo Pizzo del Diavolo e base per alcune delle più belle
escursioni e ascensioni dei Sibillini. Da Montemonaco inizia
anche la "strada della Sibilla", che ha deturpato una delle
più belle montagne del gruppo. Oggi il tracciato può essere
percorso in auto solo fino a 1800 metri di quota. Da Montefortino,
che conserva le belle chiese di Sant'Agostino e San Michele
e un'interessante Pinacoteca, si raggiunge in breve la chiesa
romanica di Sant'Angelo in Montespino. Molto interessante è
anche salire in auto a Rubbiano per poi inoltrarsi a piedi nelle
spettacolari delle Gole dell'Infernaccio. Meno rocciose ma ancora
più selvagge, le Gole dell'Ambro si aprono poco più a nord:
al loro ingresso è il Santuario della Madonna dell'Ambro, fondato
intorno al Mille ma rifatto nel Seicento. Conclude l'itinerario
l'antica cittadina di Amandola, fondata nel 1248 e a lungo avversaria
di Ascoli. In centro meritano una visita le chiese di San Francesco
e Sant'Agostino, più in alto è il solo torrione sopravvissuto
del robusto Castello Maggiore. Seguendo la valle del Tenna in
direzione della costa è l'austera Abbazia dei Santi Rufino e
Vitale.
|
| |
|
|