MAPPA DELLA MAIELLA
Quattro catene montuose: la Majella vera a propria, il Morrone, il Porrara e i monti Pizzi. E' un parco che per la sua posizione (in pieno ambiente mediterraneo), per asprezza, ampiezza, e maestosità (si contano 30 vette di oltre 2000 m, tra le quali il Monte Amaro, 2793 m, seconda vetta dell'Appennino) presenta caratteristiche irripetibili nel panorama italiano.
Geologia e morfologia
La Maiella propriamente detta è caratterizzata, da ampi pianori sommitali, unici nell'Appennino, e da valloni aspri che solcano la montagna dalla vetta alla base, come il Vallone dell'Orfento, coperto di faggete, dove scorre il fiume omonimo. L'ampia valle del fiume Orta separa il massiccio della Maiella dal Morrone, che si tuffa poi nella piana di Sulmona. A sud, sotto al monte Pizzalto, i carsici Altipiani Maggiori d'Abruzzo (1250 m di quota), fanno da cerniera con l'area dei monti Pizzi e del monte Secine, fitta di boschi. In queste foreste incontaminate e ricche di acque si sviluppano nicchie ecologiche molto importanti anche come collegamento con il Parco Nazionale d'Abruzzo, che sono rifugio ideale per specie rare e pregiate della fauna del parco.

Flora e vegetazione
Davvero unico il patrimonio di biodiversità vegetale della Maiella, che vanta più di 1800 specie censite, con elementi mediterranei, alpini, balcanici, pontici, illirici, pirenaici e artici. La faggeta caratterizza il paesaggio fino ai 1800 m e ospita anche tasso, agrifoglio, sorbo, acero, cerro, e altre specie. Alle quote più alte, innevate dall'autunno alla primavera, vivono molte specie arrivate qui con le antiche glaciazioni. Il ritiro dei ghiacciai e l'isolamento ha poi permesso lo sviluppo di nuove specie e sottospecie, che sono un patrimonio di immenso valore: viola della Maiella, ranuncolo magellense, stella alpina dell'Appennino, genziana magellense e altre ancora. A queste quote (1800­2300 m) le rocce si coprono di pino mugo, con le maggiori formazioni dell'Appennino, spesso affiancato dal ginepro nano e sabino e dal raro sorbo alpino. Il Pino nero italico cresce sulle rocce inacessibili di Cima della Stretta, del Vallone di Macchialunga e della Valle dell'Orfento ed è la specie arborea più importante del parco.

Fauna
Dopo che per secoli l'azione dell'uomo aveva portato quasi all'estinzione la grande fauna di queste montagne, la tutela naturalistica, gli sforzi delle istituzioni e il diffondersi tra le popolazioni di una diversa concezione della relazione con l'ambiente hanno permesso di cambiare la situazione. Cervo e capriolo, oggi popolano quasi tutte le foreste e le radure del parco. Il camoscio d'Abruzzo, vive sulle vette e nelle praterie delle quote maggiori. L'orso bruno marsicano è segnalato in ogni angolo del Parco. Il lupo appenninico, anche grazie al ritorno delle sue prede, è tornato alle antiche abitudini predatorie. La lontra, animale più esclusivo del parco, vive nelle acque dell'Orfento e dell'Orta, con avvistamenti anche nel Vella. I boschi del parco ospitano poi il gatto selvatico, la martora, la faina, la donnola e la puzzola e, tra gli uccelli, il picchio dorsobianco, il falco pecchiaiolo, l'astore e altre specie; sono inoltre presenti alcuni anfibi rari come l'ululone dal ventre giallo, la salamandra appenninica e la salamandrina dagli occhiali. I valloni calcarei della Maiella sono habitat ideale per aquila reale, gracchio corallino e alpino, picchio muraiolo, falco pellegrino e Lanario. Vanno infine segnalate altre due rarità, come la vipera dell'Orsini, sulle pietraie di alta quota, e il piviere tortolino, uccello di cui il parco è ultimo rifugio di tutta l'Europa mediterranea.


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