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| Ecco due tra le destinazioni più note, e le strade più battute. Itinerari tagliati sul tipo di allenamento e anche sulla vostra disponibilità di tempo. Per informazioni, nel caso vogliate essere accompagnati dalle guide del Parco, al numero di telefono 0871 800 713, sede dell'Ente Parco.
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DUE DESTINAZIONI SU MISURA
All'Eremo di San Bartolomeo
Una
facile escursione che, in due ore, porta a scoprire un'eremo
tra i più affascinanti dei molti che punteggiano la Maiella.
Da Roccamorice si raggiunge un bivio presso un monumento ai
caduti e qui si imbocca la strada a destra, che passa quasi
subito per il cimitero. Poco dopo, prima di una curva, parte
la mulattiera che punta a sud e che per un tratto si tiene vicina
alla strada sino ad un nuovo bivio, dove si resta ancora sulla
mulattiera evitando la strada asfaltata che scende al fosso
Cerasoli. Poco dopo si superano tre edifici rurali e si prosegue
incontrando una curva decisa e scendendo poi al letto di un
torrente. Quasi subito si attraversa il fosso Rusci e si continua
verso sud ritrovando la mulattiera e passando per una fontana.
Oltre la fonte, a meno di un chilometro, un segnale indica il
sentiero sulla destra che scende all'eremo. Si passa così per
il piano delle Felci, si scende al vallone di San Bartolomeo
e al torrente Capo Lavino. In fondo alla valle, saliti pochi
scalini ricavati nella roccia, si è finalmente all'eremo, che
nel XIII secolo fu luogo del romitaggio di Pietro da Morrone
e che il 25 agosto è meta di una processione. Il ritorno avviene
sullo stesso percorso.
La valle dell'Orfento
L'escursione,
che richiede una certa esperienza e un buon allenamento (sono
quasi sei ore di cammino, con un dislivello che sfiora
gli 800 m.) porta a scoprire il paesaggio affascinante del canyon
dell'Orfento; per compierla è necessario il permesso del Vivaio
Forestale di Caramanico (085 922084). Ne vale la pena, perché
si attraversano bellissime faggete e si possono incontrare caprioli
e cervi. Si lascia l'auto a Santa Croce, dopo esservi saliti
da Caramanico. Oltre la chiesa del borgo si segue un viottolo
a fianco di un vigneto che supera un ruscello con un ponte e
al bivio si tiene la sinistra, già sul bordo del canyon. A questo
punto il sentiero inizia a scendere alla Valle dell'Orfento,
passa un primo ponticello e poi un secondo, che si attraversa
per spingersi nella zona più selvaggia della valle. Dopo alcuni
grandi massi, si attraversa un'ansa del torrente oltre la quale
si sale decisi dentro la faggeta; si cammina in un avvallamento
e si riprende a salire in un tratto molto ripido fino a giungere
a un piano. Qui si incontra un bivio e si tiene la sinistra;
si arriva in breve al Ponte di Pietra che scavalca una forra
profonda e spettacolare. Superato il ponte si sale con una mulattiera
fino ad un tornante da dove si vede la parete di monte Focalone.
Da qui in avanti, l'accesso alla valle è vietato. Si torna quindi
con la mulattiera verso ovest e si sbuca sul pianoro dove è
un rifugio della Forestale. Sempre sulla mulattiera, si sorpassa
una fonte e, dopo due tornanti, si è al Guado Sant'Antonio.
Senza seguire la sterrata che vi giunge, si scende nell'avvallamento
sottostante, dove una mulattiera in discesa, dopo un bivio al
quale si tiene la destra, scende a un vallone da dove un sentiero
riporta sul percorso dell'andata presso il ponticello. Da qui
si torna al paese.
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