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Superficie: 43.900 ha + 60.000 ha di protezione esterna
Istituzione: 1923
Provincia: L'Aquila, Frosinone, Isernia
Ente: Parco Nazionale d'Abruzzo
Indirizzo: Viale Santa Lucia - 67032 Pescasseroli (AQ)
Tel: 0863/910715
Fax: 0863/912132
Email: post@pna.it
Internet: www.pna.it
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ORSI
E RICORSI STORICI
Come
il "Gran Paradiso", il Parco nazionale dell'Abruzzo deve la
sua nascita a una decisione dei Savoia della fine dell'800,
quando una parte dell'attuale territorio del Parco venne
trasformata in "Riserva reale di caccia".
La fondazione vera e propria sarebbe avvenuta solo cinquant'anni
dopo, nel 1923, ma la passione venatoria dei sovrani ebbe un
peso decisivo sugli eventi successivi. Pose qualche limite all'utilizzo
del territorio e incise sul modello di sviluppo che avrebbe
vissuto questa zona, impervia, d'Abruzzo. Non è un caso che,
dalla data di fondazione del 1923 a oggi, sia pure tra crisi,
tentativi di speculazione e costruzioni abusive, il Parco Nazionale
d'Abruzzo sia spesso citato dagli ecologisti come un caso di
matrimonio, riuscito, tra economia e ambiente. E il marchio
originario regio ebbe il suo peso. Perché fece sì che questa
zona, sospesa tra Abruzzo e Molise e segnata da una grande estensione
di faggete e dalla presenza di piccoli branchi di orsi marsicani,
diventasse anche traino turistico per l'intera regione.
PILLOLE D'ABRUZZO
Con
le valli selvagge e i centri storici, il parco è diventato una
meta turistica importante in tutte le stagioni: a piedi in estate,
o con gli sci durante l'inverno, le gite negli ambienti protetti
del parco attirano qui gli amanti della natura. Molto vari gli
itinerari e le escursioni possibili, anche relativamente a grado
di difficoltà e lunghezza. Numerosi pure i centri abitati di
un certo interesse, grazie ai musei, alle produzioni artigianali
e le tradizioni gastronomiche. Non mancano, infine, le attrattive
monumentali e storiche quali chiese, castelli e resti romani.
Pescasseroli
In passato, l'importanza del paese, nel cuore dell'alta valle
del Sangro, era legata al passaggio di una delle vie di transumanza
della montagna abruzzese. Poi, dopo gli anni dello sviluppo
edilizio e dei conflitti con il parco, Pescasseroli è divenuto
il centro principale dell'area protetta, con servizi turistici
attivi in ogni stagione. Tra gli edifici importanti nella storia
del paese sono le rovine del Castello Mancino, le chiese di
San Paolo ad Pesculum Serule (che diede il nome al paese) e
del Carmelo, in stile barocco. La parrocchiale è conosciuta
soprattutto per la statua della Madonna Nera (XIII sec.) che,
il 7 e l'8 settembre, è al centro di una celebrazione. A Pescasseroli
ha una sede il Parco Nazionale d'Abruzzo, con il Museo Naturalistico
e un'area dove vivono gli animali inadatti alla vita in natura.
Museo Naturalistico Viale Santa Lucia. 0864 212 645. 1013 martven;
1013, 1619 sab e dom.
Opi
A 1250 metri di quota, Opi sorge su uno sperone roccioso che
taglia decisamente la valle del Sangro. Se il suo nome potrebbe
derivare dalla parola latina oppidum o dalla dea pagana dell'abbondanza,
la sua origine risale a un insediamento di monaci benedettini.
Nel XII secolo venne fondata la chiesa di Santa Maria (più volte
rifatta) che, insieme alla più recente San Giovanni, è al centro
del paese di oggi. Nei dintorni sono presenti resti di epoca
romana, ma il fascino di Opi sta soprattutto nella sua posizione
e nel dedalo di stretti vicoli che caratterizzano il centro
storico dall'impianto tipicamente medievale.
Civitella Alfedena
Nata
in posizione dominante sulla valle dove oggi è il lago di Barrea,
Civitella Alfedena è di origine medievale e il suo centro offre
scorci interessanti; la sua caratteristica sta però nell'essere
divenuto, per scelta degli abitanti, il primo paese legato al
parco e al turismo. Il Museo del Lupo Appenninico racconta la
storia del predatore e della lotta dell'uomo contro la specie:
interessante anche le leggende che a suo riguardo si sono sviluppate
nei secoli in queste valli. Nei pressi, vi sono anche un'area
faunistica dedicata al lupo (circa 4 ettari), che rappresenta
un'occasione davvero unica per osservare da vicino il predatore,
e una dedicata alla lince, anch'essa difficilmente avvistabile
altrove.
Villetta Barrea
Le origini di Villetta Barrea dovrebbero essere legate alla
colonizzazione altomedievale della valle del Sangro da parte
dei monaci, anche se la presenza dell'uomo in questo territorio
risale all'età del Bronzo. Nel paese sorgono la chiesa di Santa
Maria Assunta e i resti di altre costruzioni più antiche, ma
la sua importanza è legata al turismo. Attorno all'abitato sono
presenti boschi del raro pino nero (Pinus nigra), eredità del
periodo glaciale, e, nei pressi di Passo Goddi, in località
Pantano, un faggio millenario.
Barrea
In alto, al termine dello specchio del lago artificiale e sopra
le strette gole scavate dal Sangro verso la piana di Castel
di Sangro, Barrea è nata attorno al castello eretto nel XII
secolo per proteggere gli abitantidalle invasioni di barbari
e saraceni. Il centro è fatto di vicoli e palazzi di varie epoche,
stretti tra loro a creare una fortificazione verso l'esterno.
Le Mainarde
Selvagge,
isolate e poco note, queste montagne, estrema propaggine meridionale
dei monti Marsicani, ospitano l'orso marsicano, che qui ha uno
dei suoi rifugi più sicuri, e altre specie rare: l'aquila, il
lupo e il camoscio. La zona fu rifugio di monaci (non lontano
da qui nel 529 San Benedetto fondò l'abbazia di Montecassino),
terreno di scorrerie per i Saraceni che avevano basi sulla costa
(e che hanno dato il nome al borgo di San Biagio Saracinisco)
e infine teatro delle battaglie attorno a Montecassino nell'ultima
guerra. Aperte verso il Sud (i panorami spaziano dal Matese,
alla Puglia, al Vesuvio) le Mainarde sono accessibili da Cassino,
dalla zona centrale del parco, o da Isernia.
Nel cuore
del Parco ->
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