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Il parco è stato istituito al fine di conservare le specie animali e vegetali, le singolarità
geologiche, applicando metodi di gestione e restauro ambientale idonei a realizzare
un'integrazione tra uomo e ambiente naturale, anche mediante la salvaguardia dei
valori antropologici, archeologici, storici, architettonici e delle attività tradizionali.
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Osservatorio Vesuviano
Appartiene
alla storia del vulcano anche l'Osservatorio Vulcanologico.
Realizzato nel XIX secolo per volere di Ferdinando II subì alterne
vicende legate soprattutto alla qualità degli scienziati che
lo diressero. È stato il primo Osservatorio Vulcanologico
del mondo, il luogo in cui si sono svolte le prime ricerche
sismiche, vulcanologiche e in cui si sono sperimentati diversi
strumenti di misurazione. Ospita una biblioteca molto fornita,
un piccolo museo della strumentazione scientifica che veniva
utilizzata in passato per studiare terremoti e vulcani ed espone
un'interessante raccolta di minerali. Oggi funziona solo come
centro di rilevamento dati, visto che la sede operativa è stata
trasferita a Napoli.
Il cono del Vesuvio (1.277 m)
L'impressionante cratere del Vesuvio (600 m di diametro
e 200 di profondità) si è sviluppato circa 17.000 anni fa con
il collasso del Monte Somma, che toccava i 4.000 m. Oggi
l'unico segno di attività del vulcano sono le fumarole,
un tipico esempio di vulcanesimo secondario. Il Vesuvio è un
caratteristico vulcano a recinto costituito da un cono esterno
tronco, Monte Somma, con cinta craterica (in gran parte demolita)
entro la quale si trova un cono più piccolo rappresentato dal
Vesuvio, separati da un avvallamento denominato Valle del Gigante,
parte dell'antica caldera dove, presumibilmente durante l'eruzione
del 79 d.C., si formò il Gran Cono o Vesuvio. Mentre
l'altezza del Somma e il suo profilo si sono conservati uguali
nei secoli, l'altezza e il profilo del Vesuvio hanno subito
variazioni notevoli, con innalzamenti e abbassamenti causati
dalle continue eruzioni.
Le rocce vulcaniche
"..un ammasso di pietra, di ferro, di nitrato o terra cotta,
di zolfo o allume impastato o fuso, vetrificato; le pareti interne
del cratere sono di roccia viva scabrosa, bruciata fino alla
calcinazione, bianca, giallo limone, color della calce, ricoperta
in mille punti di zolfo o di salnitro": così Charles de
Brosses descriveva il cono del Vesuvio al naturalista de Buffon
(1739). Il Vesuvio è un tipico vulcano poligenico e misto,
ossia costituito da lave di composizione chimica diversa
(per esempio trachiti, tefriti, leucititi) e formato sia
da colate di lava che da depositi piroclastici.
La funicolare
L'idea è del 1870: 800 m di percorso per salire da quota 800
a 1.180. I due vagoni, però, sono entrati in funzione nel
1880; a celebrare l'evento le note della famosa melodia
Funiculì funiculà. Dopo essere stata danneggiata per
la terza volta, la funicolare chiuse definitivamente nel
1944 e poi fu sostituita da una seggiovia. La sua
apertura rese il Vesuvio raggiungibile senza fatica da tutti,
facendo del vulcano un'attrazione turistica molto visitata.
Flora e fauna
Il
territorio vesuviano si presenta arido e assolato, con una tipica
vegetazione spontanea di tipo mediterraneo, pinete artificiali
e boschi di leccio. Il territorio sommano è invece più
umido, con una vegetazione boschiva che ricorda quella appenninica,
boschi misti di castagno, querce ontano, aceri e lecci; tra
questi raramente si incontra anche la betulla, presenza inconsueta
in un ambito mediterraneo. La colonizzazione dei suoli lavici
è dovuta allo Stereocaulon vesuvianum, un lichene
che ha forma di corallo, colore grigio ed è il primo essere
vivente a insediarsi sulla lava raffreddata preparando il suolo
per l'attecchimento delle piante. Ricopre interamente le lave
vesuviane e le colora di grigio, facendo assumere alla lava
riflessi argentati nelle notti di luna piena. La flora comprende
ben 906 specie diverse. Tra queste sono da evidenziare l'Acero
napoletano, l'Ontano napoletano, e l'Helicrhysum litoreum. Da
segnalare anche ben 23 specie di orchidee e le diverse specie
di ginestra. La fauna del parco è ricca e interessante:
sono presenti una trentina di specie di mammiferi, un centinaio
di uccelli e una dozzina tra rettili e anfibi. Tra i mammiferi
spiccano le presenze del Topo quercino (divenuto raro in gran
parte d'Italia), del Moscardino, della Faina, oltre che della
onnipresente Volpe rossa. Consistenti anche le popolazioni
di micro-mammiferi e di chirotteri (i pipistrelli). Ancora da
verificare le interessanti segnalazioni di Coniglio selvatico
e Scoiattolo.
Artigianato
L'artigianato vesuviano ha radici antiche. Porta con sé le tracce
di una attività gloriosa, al limite dell'arte, e che talvolta
si è confusa con essa creando un vero e proprio artigianato
artistico. Riconosciuto e apprezzato per la qualità della lavorazione
e l'uso di materiali compromessi dalla presenza di un vicino
così tanto dirompente, l'artigianato vesuviano è frutto di tenace
lavoro: coralli e cammei, pietra lavica, rame e metalli vari
sono montati o incisi, scolpiti, forgiati da abili mani guidate
da una sincera passione. Grazie anche al recupero e all'utilizzo
funzionale dei luoghi storici (Ville Vesuviane) la produzione
artigiana sta oggi superando l'antica diffidenza per l'associazionismo
vincolandosi e promuovendo i suoi prodotti ai più alti livelli
internazionali.
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