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Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano si estende sul
crinale appenninico che separa l'Emilia Romagna dalla Toscana
ed eredita gli estesi e articolati territori delle aree protette
regionali emiliane e toscane. |
LE AREE PROTETTE PRESENTI NEL TERRITORIO
DEL PARCO
Nel versante toscano troviamo le riserve naturali statali
di Lamarossa, Pania di Corfino e Orecchiella e il Parco
Regionale delle Alpi Apuane. Il versante emiliano, oltre
alla riserva di Guadine Pradaccio, è caratterizzato dalla
presenza di tre parchi regionali: il Parco dell'Alto Appennino
Reggiano, il Parco dell'Alta Val Parma e Val Cedra
e il Parco Pietra di Bismantova.
Parco Regionale Alta Val Parma e Alta Val Cedra
L'area protetta racchiude la dorsale appenninica di spartiacque
con la Garfagnana e una serie di contrafforti che salgono fino
alle cime dei monti Orsaro (1.830 m), Marmagna
(1.853 m) e Sillaba (1.861 m). Le zone più alte del Parco
sono costellate da un numero particolarmente elevato di belle
conche lacustri di origine glaciale tanto che gli è stata conferita
la denominazione di "Parco dei cento laghi". Di rilievo
sono anche alcuni ambienti forestali con suggestive fustaie
di conifere, latifoglie e gli ambienti montani a maggiore naturalità,
quali rupi, brughiere d'altitudine; torbiere e pozze d'alpeggio.
Notevole è infine la presenza di specie floristiche rare e minacciate,
in genere piante alpine relitte. Nel Medioevo l'Alta Val Cedra
comprendeva 14 villaggi, alcuni bellissimi come è possibile
constatare ancora oggi.
Parco Regionale Alto Appennino Reggiano
È detto anche Parco del Gigante, denominazione in uso
per la curiosa forma del Monte Cusna (2.120 m). È uno
dei più estesi fra i parchi emiliani e racchiude al suo interno
una grande varietà di luoghi e ambienti di elevato valore naturalistico
e paesaggistico. I suoi caratteri geologici e geomorfologici
ne fanno uno dei territori di maggiore interesse dell'Appennino
con alcune delle cime più alte della catena appenninica settentrionale,
dalle quali si godono vasti panorami su valli impervie, estesi
boschi e ampie praterie sommitali. Notevole la presenza, fra
le molte specie faunistiche presenti, di due anfibi: la rana
temporaria e il tritone alpestre, ritenute entrambi
specie relitte delle epoche glaciali e presenti al di sopra
dei 1.000 m. Il Parco è dotato di un notevole patrimonio storico-architettonico
ed è attraversato da tracciati storici millenari, come quelli
dei passi delle Radici, di Praderena, del Cerreto e del Lagastrello.
Nel Parco sono visibili numerose forme di architettura montana,
costituite soprattutto da case in pietra. Da segnalare presso
Case Catalini alcuni edifici di servizio in pietra, un tempo
con un caratteristico tetto in paglia, chiamate nel reggiano
"tegge".
Il sentiero Matilde
Dedicato a Matilde di Canossa è un itinerario escursionistico
in sette tappe. Conduce dalla rupe di Canossa all'antico
"hospitale" di San Pellegrino in Alpe. Il sentiero si sviluppa
per 80 km e attraversa l'Appennino Reggiano e il Parco del Gigante,
è interamente segnalato, accessibile a tutti ed è per molti
tratti percorribile anche in mountain-bike.
Parco Pietra di Bismantova
Comprende anche i territori interessati da Gessi Trassici della
Valle del Fiume Secchia. Situata vicino alla cittadina di Castelnovo
ne' Monti, l'inconfondibile sagoma squadrata della Pietra di
Bismantova, con pareti a picco e praterie sommitali piatte,
risulta visibile da gran parte dell'Appennino Reggiano.
Parco Regionale Alpi Apuane
Le
Alpi Apuane rappresentano una delle aree montuose più originali
d'Italia per ricchezza di ambienti e di paesaggi con i suoi
picchi, antri, massi erratici e doline. I monti delle Apuane,
dalla morfologia aspra e alpina, celebri per la bellezza dei
propri marmi, si innalzano fino ai 1.947 m del Monte Pisanino,
si ammantano di boschi (carpini, castagni e faggi) e di elementi
floristici come le orchidee selvatiche. Tra la fauna
ricordiamo le specie legate agli ambienti sommitali come il
gracchio corallino (simbolo del parco), l'aquila reale,
il falco pellegrino, il corvo imperiale. Le Apuane
custodiscono tesori come l'Antro del Corchia, una delle
maggiori cavità del mondo: 60 km di sviluppo ipogeo e oltre
1.000 m di profondità.
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