MAPPA DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA
Il Parco è un ambiente ideale per chi vuole compiere escursioni d'alta montagna, godendo il silenzio dei grandi spazi, o per chi desidera esplorare gli antichi borghi che circondano i due principali massicci.
Tre corni
La catena del Gran Sasso ha la forma di un arco con la convessità rivolta all'Adriatico. Il Corno Grande (2.912 m), la vetta più alta, è affiancata dal Corno Piccolo (2.655 m), dal Monte Prena (2.561 m) e dal Monte Camicia (2.564 m), che conferiscono ancor più imponenza alla montagna. Il massiccio costituisce il grande cuore dell'Abruzzo.

Isola del Gran Sasso
È un paese di oltre 5. 000 abitanti, ai piedi delle vette più alte dell'Appennino. Conserva ancora i segni del suo suggestivo passato, ha strade strette e silenziose ed è detta "la città dei motti" per le tante sentenze latine moraleggianti incise sugli architravi e sugli stipiti delle finestre delle case più antiche, poste come ammonimenti dal sapore biblico e popolare insieme.

Campo Imperatore
Anticamente chiamato Cambradura, poi mons Cumaris e infine Campo Imperatore o Imperiale da Federico II di Svevia. È la vallata più spettacolare, uno dei maggiori altipiani italiani. Situata a 1.600 m di quota, in inverno attira gli appassionati di sci di fondo, mentre in primavera e in estate si trasforma in una immensa prateria ricca di piante di ginepro, croco, viole e orchidee. I repentini cambiamenti di tempo, la possibilità con il sereno di spaziare con lo sguardo dal Mar Adriatico al Mar Tirreno e i panorami d'alta quota rendono un'escursione a Campo Imperatore una magnifica esperienza.

Aquila reale
La ricca fauna del parco conta anche diversi esemplari del più grande rapace d'Italia. Riconoscibile dalle ali larghe e sfrangiate alle estremità, simili alle dita di una mano, l'aquila reale nidifica sulle grandi pareti rocciose che sovrastano le foreste. Le praterie di quota sono invece i suoi territori preferiti per cacciare lepri, coturnici e ogni altro animale mammifero o uccello di piccole e medie dimensioni.

Rocca Calascio
Tra le testimonianze medievali vi sono numerosi suggestivi castelli edificati tra il IX e il XII secolo, tra i quali è particolarmente degno di nota quello di Rocca Calascio. Vicino all'abitato di Calascio sorge questa antica e affascinante rocca in pietra bianca; ha pianta quadrata e quattro torrioni.

Il territorio del parco
Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga racchiude tre gruppi montuosi: la catena del Gran Sasso d'Italia (interamente compreso in Abruzzo), i Monti della Laga (situati a cavallo di Abruzzo, Lazio e Marche) e i Monti Gemelli. Si caratterizza per la presenza della vetta più alta dell'Appennino, il Corno Grande (2.912 m), e dell'unico ghiacciaio appenninico, il Calderone (a 2.775 m ai piedi del Corno Grande), che è anche il più meridionale d'Europa. La ricchezza naturalistica dei suoi massicci e dei diversi versanti, le testimonianze storico-architettoniche si riflettono in una moltitudine di proposte, itinerari e visite per tutte le stagioni dell'anno.

Geologia
La catena del Gran Sasso è costituita essenzialmente da rocce carbonatiche (come calcari e dolomie) che conferiscono alla montagna un aspetto maestoso, con pareti altissime e verticali non riscontrabili in nessun altro settore dell'Appennino. I Monti della Laga - così chiamati forse per una torbiera che esisteva dove oggi si estende il lago artificiale di Campotosto - raggiungono con il Monte Gorzano i 2.458 m di quota e sono invece costituiti da arenarie e marne. La natura geologica condiziona la morfologia di queste montagne, le cui cime si presentano più arrotondate di quelle del Gran Sasso, con numerose valli incise e profonde. Sono ricche di acqua e boschi e la costituzione geologica fa sì che l'acqua scorra impetuosa in superficie, raccogliendosi in ruscelli, torrenti e fiumi, che precipitano a valle formando decine di splendide cascate. Tra queste è in particolar modo da ricordare la Cascata della Volpara, una delle più alte e imponenti del parco. In inverno, ghiacciata, offre uno spettacolo straordinario.

Flora e vegetazione
Nel territorio del Parco vivono più di 2.000 specie di piante. La ricchezza della flora e della vegetazione va ricercata sia alle quote elevate, che sfiorano i 3.000 m, che nel differente substrato geologico dei massicci montuosi principali. Mentre il Gran Sasso è caratterizzato, in particolare nel versante aquilano, da estesi pascoli, i Monti della Laga sono per buona parte boscosi. Alle quote inferiori sono presenti querceti e castagneti; la faggeta è la formazione forestale più estesa, e si sviluppa dai 1.000 ai 1.800 m di quota. Sulla Laga sono presenti anche piccoli boschi di abete bianco, più diffuso nei secoli scorsi e la cui presenza è diminuita a causa del valore commerciale di questa essenza. Vi sono inoltre alcuni nuclei di betulla, un albero spinto verso sud dalle glaciazioni e sopravvissuto negli angoli più freddi di questi monti anche dopo il ritiro dei ghiacci, testimonianza vivente di eventi climatici passati che molto hanno influito sulla vegetazione attuale.

Fauna
La specie più interessante del Parco è rappresentata dal camoscio d'Abruzzo. Fino all'Ottocento questo animale aveva nel Gran Sasso la sua roccaforte. La caccia ne causò poi la scomparsa ma, dal 1992, cento anni dopo l'abbattimento dell'ultimo esemplare, il camoscio è tornato a vivere qui, grazie a una operazione di reintroduzione compiuta dal Parco Nazionale d'Abruzzo e dal WWF, in collaborazione con il CAI. Ora è presente con un numero di circa 50 individui. Nel territorio del Parco vivono anche altri grossi erbivori come il cervo e il capriolo, e il loro predatore, il lupo appenninico, che va ricostituendo piccoli branchi. Da qualche tempo anche l'orso bruno marsicano fa apparizioni sporadiche. Tra gli altri mammiferi sono presenti la martora, il gatto selvatico, il tasso, la faina, la puzzola, l'istrice e vari roditori. Alle quote più elevate, l'arvicola delle nevi, un piccolo roditore arrivato con l'ultima glaciazione che ha trovato su queste cime le stesse condizioni delle regioni nordiche di cui è originario, pur essendosi modificato grazie all'evoluzione. Tra gli uccelli troviamo rapaci rari come l'aquila reale, l'astore, il falco pellegrino, il lanario e il gufo reale. Le praterie d'alta quota sono invece l'habitat della vipera dell'Orsini, dal nome di colui che per la prima volta la riconobbe e descrisse come una specie a sé stante. Questa vipera è di origine balcanica, meno velenosa di quella comune e solitamente più piccola. Interessante anche il popolamento di anfibi quali la salamandrina dagli occhiali, la salamandra pezzata e il geotritone italiano, abitante delle grotte.

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